Il carro Leclerc, entrato in servizio nel 1993 presso il 501/503° reggimento carri di Mourmelon, rimane l’unico carro da battaglia occidentale in grado di colpire un bersaglio fisso a 4.000 metri mentre è in movimento. Tre decenni dopo, la questione non è più se sarà sostituito, ma come la Francia intende gestire la transizione tra un veicolo invecchiato, un programma franco-tedesco (MGCS) in ritardo e una soluzione intermedia ancora in fase di proposta industriale.
Leclerc XLR, CAPINT e MGCS: dati comparati dei tre programmi
Confrontare questi tre traguardi permette di misurare il divario tra ciò che è operativo oggi, ciò che potrebbe essere operativo domani e ciò che rimane sulla carta.
| Programma | Stato | Cannone principale | Torretta | Orizzonte delle capacità |
|---|---|---|---|---|
| Leclerc XLR | In servizio (ristrutturato) | 120 mm (portata 4.000 m, 6 colpi/min) | Occupata, 3 membri dell’equipaggio | Operativo ora |
| CAPINT (KNDS) | Proposta industriale, non ordinato | ASCALON (nuova generazione) | Inabitata | Studi da avviare entro il 2030 |
| MGCS | Programma in riscrittura | Non definito pubblicamente | Architettura sistema di sistemi | Prima capacità verso il 2035 (stima) |
Il Leclerc XLR è l’unica voce di questa tabella che corrisponde a un materiale consegnato e dispiegato. Comprendere l’evoluzione del carro Leclerc passa attraverso questa distinzione tra equipaggiamento operativo, offerta industriale e programma cooperativo ancora instabile.
Manutenzione operativa del Leclerc: una sfida industriale tanto quanto militare

La manutenzione delle turbomacchine del carro Leclerc rappresenta una questione centrale: la disponibilità del motore condiziona tutta la catena operativa del parco blindato francese.
Piuttosto che attendere un successore ipotetico, l’esercito di terra garantisce la motorizzazione del suo carro attuale durante il periodo di transizione.
Il Leclerc XLR monta inoltre un’armatura rinforzata, un dispositivo GALIX, una protezione NBC e una capacità di carico di 40 proiettili di cui 22 colpi pronti all’uso. L’informatica di bordo e la trasmissione dei dati ne fanno un sistema d’arma connesso, non semplicemente un cannone su cingoli. L’armamento secondario combina una mitragliatrice da 12,7 mm coassiale e una mitragliatrice da 7,62 mm in superstruttura.
CAPINT e il concetto di carro intermedio prima del MGCS
KNDS ha presentato CAPINT come una risposta al rischio di gap di capacità tra il ritiro progressivo del Leclerc e l’arrivo del MGCS. Il concetto combina tre elementi distinti:
- Un telaio derivato dal Leopard 2, piattaforma collaudata e prodotta in serie, che ridurrebbe i tempi di sviluppo rispetto a una progettazione completamente nuova
- Una torretta inabitata che integra il cannone ASCALON, sviluppato da Nexter, che segna una rottura con la torretta occupata del Leclerc
- Veicoli robotizzati di supporto, progettati per la lotta antidrone e la ricognizione, che trasformano il carro in un nodo di una rete tattica
CAPINT rimane una proposta industriale. Non è stato effettuato alcun ordine ufficiale. La Francia prevede studi da avviare entro il 2030, con una prima capacità attesa intorno al 2035. Il Leclerc XLR dovrà quindi coesistere con una soluzione intermedia piuttosto che scomparire a favore diretto del MGCS.
MGCS franco-tedesco: le ragioni di un ingorgo

Il Main Ground Combat System doveva incarnare la cooperazione industriale di difesa tra Parigi e Berlino. I fatti raccontano un’altra storia. Il programma è in riscrittura e le divergenze tra i due partner sullo sharing tecnologico e la gestione industriale non hanno fatto altro che aumentare.
Questa divergenza non è solo una disputa di leadership industriale. Riguarda la stessa dottrina del futuro blindato. Il dopo-Leclerc è pensato come un sistema di sistemi, con un’architettura digitale aperta, capacità di lotta antidrone e coordinamento tra veicoli abitati e robotizzati. Il valore operativo non si baserebbe più esclusivamente sull’armatura e sul cannone del carro principale.
I calendari francese e tedesco non convergono. La Germania avanza con le proprie soluzioni mentre la Francia avvia studi per un carro intermedio. Questa dissincronizzazione rende il MGCS sempre più ipotetico nella sua forma iniziale.
Rottura dottrinale: il carro da combattimento non è più il pezzo centrale
Un punto emerge chiaramente dalle recenti analisi: il carro ha ancora un futuro, ma non è più il pezzo chiave del combattimento aereo-terrestre. La guerra in Ucraina ha confermato la vulnerabilità dei veicoli blindati pesanti di fronte ai droni e alle munizioni vaganti. I concetti che emergono attorno al CAPINT o al MGCS integrano questa realtà.
La questione non è più progettare il carro più potente, ma il sistema più resiliente.
- Architettura digitale aperta che consente l’integrazione di sensori e attuatori di terze parti
- Piattaforme non abitate per missioni ad alto rischio (ricognizione, bonifica, inganno)
- Capacità antidroni integrate fin dalla progettazione, non aggiunte come sovrastruttura
La scelta di un telaio Leopard 2 per CAPINT riflette la volontà di fare affidamento su una piattaforma già prodotta in serie. <strong ricostruire una filiera industriale completa richiederà anni, indipendentemente dal programma scelto.
Tra un Leclerc XLR la cui manutenzione è ora garantita, un CAPINT ancora sulla carta e un MGCS in rallentamento, la traiettoria francese si basa su una scommessa: mantenere un carro invecchiato abbastanza a lungo affinché la generazione successiva arrivi prima che il gap di capacità diventi una breccia operativa. Gli studi previsti entro il 2030 daranno la misura reale di questa ambizione.



